Alike. Un corto per genitori ed insegnanti… e bambini

Alike è la storia di un genitore premuroso che cerca di insegnare al proprio figlio la strada giusta da seguire per costruirsi un buon futuro. Ma qual è la strada giusta? Quale la strada giusta da imboccare in un mondo grigio ed uniforme?

Un albero e un po’ di musica possono aiutare a scegliere..

 

Alike è un cortometraggio emozionante diretto da Daniel Martínez Lara e Rafa Cano Méndez che ha conseguito molti premi premi e menzioni speciali.Guardatelo attentamente… nulla è lasciato al caso dagli autori…neppure il colore.

Si rimanda al link sottostante per chi volesse documentarsi in modo più approfondito sul filmato.

http://alike-short.blogspot.it/

Da cosa rinasce cosa. LoveCycle.

E’ stato presentato nel dicembre 2016 il cortometraggio “Lovecycle” di CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), ideato per essere diffuso sui social network, che parla del ciclo di vita di materiali quotidiani come la plastica, l’alluminio, il vetro e la carta, in una veste animata adatta anche ai bambini.

Il contenuto del filmato ha, ovviamente, un intento educativo sociale mirato ad elevare la buona pratica della raccolta differenziata, ed utilizza un sistema narrativo che fa leva sui sentimenti. I protagonisti del corto sono un libro, una cassettiera, una caffettiera, un paio di occhiali, una bottiglia di vetro ed una pinzetta da sopracciglia che insieme affrontano un viaggio alla ricerca dei loro veri genitori, cioè altri oggetti dello stesso materiale di cui essi stessi sono realizzati. Un viaggio a lieto fine che si concluderà felicemente con il ritrovamento e l’abbraccio dei genitori naturali.

Si moltiplicano, e non sono ancora sufficienti, le iniziative culturali a favore dell’ambiente, indispensabili per ricostruire un mondo pulito, nuovo e migliore.

“LoveCycle” nasce da una idea di J.W. Thompson per la regia di F. De Meo con la direzione artisctica di Dario Agnello. La realizzazione è opera dello studio Dadomani di Milano.

L’evoluzione di Calpurnia

Un giorno avrei posseduto tutti i libri del mondo, scaffali e scaffali pieni. Avrei vissuto in una torre di libri. Avrei letto tutto il giorno mangiando pesche. E se qualche giovane cavaliere con l’armatura avesse osato passare sul suo bianco destriero e mi avesse implorato di calargli la treccia, lo avrei bersagliato di noccioli di pesca finché non se ne fosse andato a casa.”(*)

Calpurnia è il bel nome di una bambina undicenne molto particolare, curiosa e ribelle, che vive alla fine del 1800 in Texas. Unica femmina con sei fratelli maschi, abita in una fattoria al centro di una piantagione di cotone e di pesche pecan. Mostra un carattere forte e risoluto in un’epoca in cui, per la stragrande maggioranza delle donne, era normale essere dimesse e sottostare al volere degli uomini.  Calpurnia si interroga sul perché di questo e fino dalla sua tenera età rifiuta quei cliché sociali che l’avrebbero vista semplicemente nel suo ruolo di femmina e madre.

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Un Pesce sull’Albero

Mi è capitato più volte, parlando con le insegnanti delle classi dove ho portato i laboratori sulla bioarchitettura e sul paesaggio, di sentire da loro che avevano notato, nelle attività proposte, una disposizione al lavoro tranquilla e fattiva anche da parte di bambini che nella pratica quotidiana scolastica mostravano difficoltà ed affaticamento. Questo è stato per me motivo di grande gioia e credo che sia molto positivo il fatto che la scuola ricerchi e proponga agli studenti percorsi didattici nuovi e vari, purché non superficiali, che possano stimolare il pensiero e la fantasia facendo emergere le peculiarità individuali dei ragazzi.

A proposito di “caratteristiche” individuali vorrei invitare alla lettura di un libro che tratteggia un ritratto delle difficoltà che alcuni ragazzi possono incontrare nella scuola e che, spesso, nella realtà delle cose, sono causa dell’abbandono dello studio, delle difficoltà in famiglia e con gli amici, della perdita di autostima.

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“DIDATTICA dell’Arte per bambini” ospita “Genius Loci – Il Paesaggio e gli occhi dei ragazzi”

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Il noto sito “DIDATTICA dell’Arte per bambini”,  curato da Leontina Sorrentino, ospita un articolo sul laboratorio didattico di educazione al paesaggio “Genius Loci-Il paesaggio e gli occhi dei ragazzi” promosso dall’Associazione Culturale Paesaggi e condotto nelle scuole di Prato nello scorso anno scolastico. Invitiamo alla lettura al seguente link:

http://www.didatticaartebambini.it/category/lospite-del-mese/

6.Genius Loci – Laboratorio di Educazione al Paesaggio 2015/16 – PIZZIDIMONTE 5°B – Il Progetto Collettivo

La Cava di Pizzidimonte: idee per un possibile recupero ambientale e paesaggistico. La simulazione spaziale.

L’ultima fase del laboratorio ha visto i ragazzi impegnati nella realizzazione di un plastico che rendesse ancora più esplicita l’idea progettuale per il recupero dell’area della Cava di Pizzidimonte. In classe, dopo aver lavorato in piccoli gruppi, i bambini sono riusciti, dopo partecipate e animate discussioni, a formulare un’unica idea progettuale che comprendesse ed armonizzasse le idee migliori di tutti i gruppi. I plastici sono stati realizzati in completa autonomia con il supporto delle insegnanti.

Di seguito sono riportate le immagini del lavoro conclusivo.

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DSCF1173 lago e maneggio Continua a leggere

5.Genius Loci – Laboratorio di Educazione al Paesaggio 2015/16 – PIZZIDIMONTE 5°B – Idee

LA CAVA DI PIZZIDIMONTE: soluzioni per un possibile recupero ambientale e paesaggistico della cava

Dopo aver analizzato il problema della cava ed aver visitato da vicino il luogo, si è chiesto ai bambini di immaginare possibili soluzioni per restituire, migliorato, il sito della cava all’ambiente della montagna, al paesaggio ed alla cittadinanza.

Quelle che seguono sono alcune idee analizzate e discusse insieme a tutti gli alunni della classe ….

Recupero della Cava di Pizzidimonte

Per garantire la stabilità del luogo abbiamo reso la base pianeggiante e modellato l’area per favorire la piantumazione dell’orto e la costruzione di casette di legno con giochi. Abbiamo scavato nel suolo per trovare l’acqua da utilizzare per la cascata e intorno a questa abbiamo messo i sassi non stabili che abbiamo tolto, gli alberi li abbiamo lasciati dove sono. Poi abbiamo costruito un minizoo per gli animali del luogo e un osservatorio astronomico. Abbiamo fatto anche un bar per le persone che vengono ad osservare il paesaggio circostante. Per dare un tocco di felicità all’ambiente abbiamo costruito un percorso per la caccia al tesoro e una parete da arrampicata. Per i disabili abbiamo pensato ad un ascensore ecologico che funziona con l’energia prodotta dai pannelli solari che sono sui tetti delle costruzioni. Rebecca, Penelope, Allegra

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Recupero Cava di Pizzidimonte

Per favorire la sicurezza e la stabilità della cava abbiamo pensato di togliere le erbacce pericolose e consolidare i passaggi franosi. Dopo aver garantito la stabilità del luogo, costruiamo dei muri a secco perché dobbiamo fare i quattro terrazzamenti dove pianteremo viti e olivi. C’è anche una cascata che si alimenta di acqua piovana, che non è sprecata, ma fa un giro orario e ritorna alla cascata attraverso dei tubi sotterranei. Tutto nasce dalla natura tranne i terrazzamenti e le fontane che sono fatti dall’uomo. Tra gli alberi torneranno a vivere tante specie di animali: farfalle, conigli dietro i cipressi e scoiattoli tra gli alberi. Ai piedi della cava c’è un vialetto da cui si può vedere tutto e accanto c’è un prato con cespugli di rose e alberi di cipressi. In mezzo al prato c’è una fontana con acqua potabile che viene dal pozzo. Possono venire le famiglie per fare passeggiate o per ammirare il paesaggio. Amine, Gerald, Adriano

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4.Genius Loci – Laboratorio di Educazione al Paesaggio 2015/16 – PIZZIDIMONTE 5°B – Uscita

La Cava di Pizzidimonte (Prato) – Uscita sul territorio

Con la terza esercitazione inizia la fase “pratica” del laboratorio che prevede lo studio di un luogo “problematico” della città e la ricerca di soluzioni per riqualificarlo. Le classi della scuola di Pizzidimonte hanno lavorato sul tema dell’omonima grande cava che deturpa il paesaggio della montagna.

Testo dell’esercitazione (Estratto)

“Il tema della terza esercitazione del laboratorio riguarda lo studio e l’analisi di una parte di territorio “vicino” appartenente alla città nella quale viviamo e che presenta alcune “criticità”. Ci recheremo a piedi nei luoghi di studio cercando, sulla base delle nuove conoscenze acquisite negli incontri in classe, di guardare la città con occhi “più aperti” e curiosi. Durante la visita potrà essere utile portare qualche macchina fotografica e un blocchetto individuale con matita per segnare appunti o schizzi, per fermare ciò che ci colpisce e che riteniamo importante da ricordare. Sarà opportuno, prima dell’uscita, riguardare le dispense con particolare attenzione agli appunti di storia della città e, una volta rientrati -“a caldo”-, redigere un breve testo che riassuma le impressioni personali -positive e negative- sul percorso fatto con particolare riferimento ai luoghi. Tutto questo servirà per la successiva discussione e la fase progettuale.”

Cava di Pizzidimonte – Prato

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3.Genius Loci – Laboratorio di Educazione al Paesaggio 2015/16 – PIZZIDIMONTE 5°B – Genius

Il Genius Loci

Tra gli obiettivi del laboratorio vi è la costruzione di un atteggiamento empatico nei confronti del territorio che favorirà la nascita di un legame affettivo con i luoghi necessario per poi prendersene cura. Si è chiesto ai bambini di parlare di un luogo che amano e al quale si sentono di “assomigliare”,  di immaginarne il genio protettore come al tempo delle “favole antiche”, di scrivere canzoni o poesie sulla propria città e di provare a pensare al rapporto tra ambiente e paesaggio attraverso la costruzione di una “medaglia”.  Di seguito si riportano gli elaborati relativi ai temi scelti tra quelli proposti.

Il Genius Loci dei giardini di Pizzidimonte 

I giardini di Pizzidimonte sono molto ampi e spaziosi, con numerosi alberi e tanti giochi per far divertire i bambini, collinette dove nascondersi, labirinti di siepi e scivoli per i più piccoli. Però questo parco è anche un luogo misterioso, infatti qui vive uno spirito chiamato Genius Loci che tutela e protegge questo posto. Non lo vediamo, ma lui ci vede e ci osserva attentamente e in base a come ci comportiamo con questo giardino, che è il suo territorio, cambia umore e atteggiamento. Nessuno ha mai visto il Genius Loci, ma la leggenda narra che il suo aspetto è un mix fra vari animali e vegetali: il busto e la testa, con due piccole corna, sono di uomo; gli occhi sono azzurri come il cielo e i capelli sono biondi come spighe di grano. Sulla schiena gli spuntano le ali come quelle delle aquile; le mani sono lunghe e nodose come sottili rami d’albero; al posto delle gambe ha enormi radici. Questo curioso essere è erbivoro e pacifico, ma quando vede un bambino che non rispetta la natura i suoi occhi si accendono immediatamente. Un giorno c’erano alcuni bambini che giocavano insieme, uno di questi gustava con piacere delle patatine, ma finita la merenda, invece di buttare il sacchetto nel cestino lo gettò in terra. A questo punto il Genius Loci prese le sembianze di un bambino e avanzò impettito verso il ragazzino maleducato e lo toccò. Un attimo dopo il bambino giaceva a terra, perché aveva inciampato su una radice comparsa all’ improvviso dal nulla. Solo a quel punto il Genius Loci fece sparire la cartaccia, tornò alle sue sembianze e andò a controllare se qualche altro bambino commetteva un’infrazione. Quel parco era molto speciale per lui, amava quel luogo, era il suo custode e il suo destino era quello di proteggere quel meraviglioso posto.  Damiano

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Genius Loci del giardino

Era pomeriggio ed io ero andato ai giardini di fronte a casa mia e stavo giocando con i miei amici a nascondino. Mi ero nascosto dietro ad un albero con un mio amico, ad un certo punto il mio amico mi disse che lui era capace di rompere un ramo con sole due dita. Ci riuscì ma, appena fatto, il ramo gli scivolò dalle mani e gli cadde in testa. Noi cominciammo a ridere a squarciagola, poi mi girai per vedere se mi avevano bombato e vidi qualcosa che si muoveva tra i cespugli. Andai a vedere che cosa fosse, ma non vidi nulla. Continuai a giocare e rividi muoversi qualcosa, ma proprio in quel momento la mamma mi chiamò per tornare a casa visto che era tardi. La mattina dopo ritornai ai giardini con i miei amici per giocare ad acchiappino, stavo correndo come un matto, mi fermai per riprendere fiato quando vidi Franco e Matteo scambiarsi le carte e dopo un po’ iniziarono a bisticciare. Franco arrabbiato buttò le carte per terra e iniziò a correre, ad un certo punto inciampò e cadde a terra e si fece male. Ritornammo tutti a casa. La sera mi affacciai alla finestra di casa e vidi tra i cespugli del giardino una strana creatura. Era un uomo molto alto, aveva due possenti ali color verde acceso, il suo corpo era verde scuro, aveva lunghi capelli verdi, anche gli occhi erano verdi. Dove camminava spuntava l’erba, capii che era il Genius Loci del giardino: lui faceva del male a chi contaminava l’ambiente e del bene a chi lo rispettava. Andai a dirlo ai miei amici, ma nessuno mi ha creduto e io ritornai a casa. Valerio

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